Alimentari: restituzione della merce guasta

Tornando a casa dal supermercato via accorgete che avete acquistato una confezione di cibo avariato. Ecco cosa potete fare

È capitato a tutti noi di uscire di corsa da lavoro la sera tardi e fiondarsi nel primo supermercato ancora aperto per riuscire a mettere in piedi uno stralcio di cena. Agguantato il carrello, siamo corsi, prima al bancone dei salumi per un etto di crudo, e poi sempre di corsa al reparto frigo, per riuscire ad accaparrarci le ultime mozzarelle rimaste e semmai un barattolo di sugo già pronto, mentre a casa qualcuno stava mettendo su l’acqua. Caricata la spesa in macchina siamo arrivati di corsa a casa e qui l’amara sorpresa: le mozzarelle comprate avevano un color giallognolo e un sapore acido. E visto che forse non era proprio la nostra serata, anche il sugo, una volta aperto, aveva una baffuta muffetta bianca. La cena è saltata.

Ma il supermercato la può passare liscia per averci rovinato la serata, oltre che averci venduto prodotti avariati? Possiamo procedere con la restituzione della merce guasta e ottenere un rimborso?

Acquisto prodotto avariato: come comportarsi?
Non restiamo impalati perché tanto ‘era solo una mozzarella’. Potrebbero esserci procedure poco igieniche seguite da quel supermercato e potrebbe capitare ancora se non lo segnaliamo. Inoltre, da bravi consumatori, abbiamo tutto il diritto di essere rimborsati.

La legge è chiara su questo [3]: i venditori sono responsabili nei confronti del cliente di qualsiasi difetto di conformità del prodotto acquistato e sono tenuti a garantire sempre la buona qualità di ciò che vendono ai consumatori (la cosiddetta garanzia legale).

Qualche problemino in più per il cliente si può avere nel momento in cui il venditore riesca a dimostrare che, nel momento in cui ha acquistato il prodotto, il compratore sapeva che era fallato. Certo, difficile dimostrare questo, soprattutto nel caso di un prodotto alimentare imballato, aperto solo una volta arrivati a casa.

Richiesta sostituzione
Appurato che il prodotto acquistato è avariato, possiamo andare dritti dal venditore (in questo caso al supermercato in cui abbiamo acquistato mozzarella e sugo avariati) e chiedere la sostituzione del prodotto. Ricordiamoci ovviamente di andare con scontrino alla mano. Le norme infatti consentono, in caso di prodotto fallato, il diritto alla riparazione o sostituzione del prodotto, ma dal momento che sarebbe impresa ardua riparare un alimento avariato, allora nel nostro caso scatta il diritto a vedercelo sostituito.

Richiesta rimborso
In alternativa il consumatore può chiedere la riduzione del prezzo del prodotto oppure la risoluzione del contratto: in soldoni, non voglio sostituzioni di prodotto, mi rimborsi per quelle mozzarelle e quel sugo ammuffito e amici come prima. Il venditore quindi deve restituirvi i soldi che avete speso per comprare quelle mozzarelle e quel sugo. Anche qui non scordatevi lo scontrino, perché sarà la prova regina del fatto che proprio in quel supermercato avete acquistato il prodotto, oltre alla data in cui lo avete fatto.

Segnalazione Nas e Asl
Possiamo rivolgerci ai Nas se abbiamo acquistato mozzarelle avariate? Oltre alla richiesta concreta e più che legittima di vederci rimborsati per il danno subito, valutiamo se è il caso di agire anche per il diritto alla salute di tutti i consumatori, e quindi di segnalare quanto ci è accaduto alle Forze dell’ordine incaricate di vigilare sull’igiene e sulla sicurezza alimentare: il Comando dei carabinieri per il diritto alla salute, i famosi Nas (Nucleo antisofisticazioni e sanità). Possiamo anche chiedere l’intervento della Asl. Se sporgiamo denuncia, questi reparti possono effettuare un controllo sul supermercato e chiedere ai Magistrati di effettuare le dovute analisi, per capire di chi sia la responsabilità effettiva (ricordiamo che potrebbe anche non essere colpa del supermercato ma dell’azienda che ha prodotto quei cibi). Non è certo un processo immediato, ma è una seconda via possibile.

Entro quando si può restituire la merce guasta con rimborso?
Ci stiamo chiedendo se ci sono scadenze per la restituzione della merce guasta acquistata? Il consumatore che si porta a casa un prodotto fallato o avariato può agire nei confronti del venditore, chiedendo il rimborso, la riduzione di prezzo o la sostituzione entro due mesi dalla scoperta del difetto del prodotto [4]. In ogni caso il venditore – secondo i termini della garanzia legale – è responsabile quando il difetto di conformità del prodotto si manifesta entro due anni dalla consegna.

Nel caso del nostro sugo e della mozzarella avariati, è chiaro che il difetto esisteva già al momento in cui li abbiamo comprati. Quindi da quel giorno abbiamo due mesi di tempo.

Quando non è previsto il rimborso?
Purtroppo la legge prevede anche casi in cui possiamo rischiare di non vederci rimborsati: quando il prodotto risulta avariato per un caso fortuito o addirittura per colpa nostra non sono previsti rimborso o sostituzione (al massimo solo una riduzione del prezzo). Poniamo, ad esempio, che il direttore del supermercato punti i piedi sul fatto che le sue mozzarelle erano perfette quando le hanno sistemate nel bancone freschi e siamo stati noi ad averle conservate male in frigo o ad averle lasciate in macchina sotto il bocchettone del riscaldamento. In questi casi può rifiutarsi di rimborsarci. Scontato dire che in quel posto non ci metterete più piede.

Acquisto prodotto scaduto: come comportarsi?
Molto diverso è il caso in cui acquistiamo cibo scaduto dai banchi del supermercato. Qui non è possibile denunciare o chiedere rimborsi (o almeno è rischioso) perché, a patto che sia in ottime condizioni e non deteriorato, un alimento scaduto può essere venduto.

In casi come questo è molto difficile chiedere la restituzione dei soldi o la sostituzione del prodotto, perché appunto la Cassazione [5], in linea con la politica di lotta allo spreco alimentare adottata da numerosi Stati, ha stabilito che un cibo non deteriorato, anche se scaduto, può essere comunque venduto senza commettere reato.

State quindi sempre molto attenti, se non volete portarvi a casa prodotti che hanno oltrepassato il termine di consumo preferibile, consigliato dal produttore, a leggere bene la data di scadenza, che comunque non necessariamente coincide con la data di deterioramento del prodotto, come ha ribadito la Corte.

 

fonte: www.laleggepertutti.it

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